Tradizione · abbigliamento
Il fez: il cappello rosso che porta il nome di una città marocchina
Il fez è un cappello rosso di feltro senza tesa, a forma di breve cilindro e di solito rifinito con una nappa nera. In Marocco si chiama spesso tarbouche, e il suo nome viene comunemente ricondotto alla città di Fès.
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Un nome da Fès
Una spiegazione lega il nome a Fès perché lì si produceva la tintura cremisi per i cappelli; altre rimandano ai cappellai della città. L’origine esatta del cappello è discussa, e copricapi simili si portavano nel Mediterraneo molto prima che il nome si diffondesse.
Una moda ottomana
Il fez si diffuse molto nell’Ottocento, quando il sultano ottomano Mahmud II lo inserì nell’uniforme del suo nuovo esercito negli anni Venti e, nel 1829, lo impose ai funzionari civili e religiosi al posto del turbante. Divenne simbolo dell’abbigliamento moderno in tutto il mondo ottomano, finché la Turchia lo vietò nel 1925.
In Marocco oggi
In Marocco il tarbouche rosso si porta oggi soprattutto nelle occasioni speciali: matrimoni, feste religiose e cerimonie ufficiali, e lo indossano i musicisti delle orchestre tradizionali, spesso con una djellaba bianca e babbucce gialle.
Dal fez al casco
Il disegno Fez First trasforma un fez rosso in un casco da moto e dà a una sagoma marocchina familiare un ruolo sportivo inatteso. Devil’s Rock, da cui il disegno prende il nome, è uno spot di surf a Tamraght, appena a nord di Agadir.


