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Taghazout: il villaggio del surf in Marocco
Taghazout è un piccolo villaggio di pescatori sulla costa atlantica, circa 20 km a nord di Agadir. I surfisti in viaggio ci arrivano da decenni, e le sue lunghe onde di punta verso destra ne hanno fatto la meta di surf più conosciuta del Marocco.
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Dove si trova
Taghazout si trova sulla strada costiera che da Agadir sale verso nord, in direzione di Capo Ghir e di Essaouira. L’aeroporto di Agadir è a circa un’ora di auto. A sud ci sono Aourir, con Banana Point, e Tamraght; a nord la costa diventa più selvaggia, con onde di reef e piccole calette fino a Imsouane.
Il villaggio è costruito su un pendio sopra la spiaggia. Le barche da pesca vengono ancora tirate in secco sulla sabbia, e i vicoli stretti sono pieni di scuole di surf, guesthouse e caffè. Appena a sud del villaggio è stata costruita una grande area turistica, Taghazout Bay.
Gli spot
Anchor Point è il più famoso. È una lunga destra che gira attorno a un promontorio roccioso a pochi minuti a piedi dal villaggio e regge le grandi mareggiate invernali. Quando funziona davvero, è un’onda per surfisti esperti.
Hash Point, davanti al villaggio, è più piccola e morbida. Più a nord, Killer Point è una destra veloce per surfisti sicuri; il nome viene di solito collegato alle orche avvistate al largo. Panoramas e Boilers sono altre onde di questo tratto di costa.
La maggior parte di queste onde rompe su roccia e reef. Le scarpette aiutano, ed è meglio chiedere sul posto di marea e mareggiata prima di entrare in acqua.
Quando andare
La stagione principale va più o meno da ottobre ad aprile, quando le tempeste del Nord Atlantico mandano lunghe mareggiate lungo la costa. L’estate è di solito più piccola e calma, adatta ai principianti e alle lezioni. Settembre e ottobre portano spesso le prime buone mareggiate con il caldo.
L’acqua resta fresca tutto l’anno. Una muta 3/2 mm è la scelta abituale per buona parte dell’anno, e una più spessa è utile in pieno inverno.
La vita nel villaggio
Taghazout è un villaggio vero, non solo un surf camp. Lontano dalla spiaggia vestiti in modo un po’ più coperto, chiedi prima di fotografare le persone e rispetta i surfisti locali in acqua: molti surfano questi spot da tutta la vita.
Tè alla menta, pesce alla griglia e tajine si trovano ovunque. Molti viaggiatori restano per settimane, dividendo la giornata tra la sessione del mattino, un lungo pranzo e il tramonto.
Dalle ceramiche di Safi alle pinne da surf
Il disegno Unbreakable Habit parte dalle ceramiche di Safi. La decorazione dipinta e la terracotta nuda diventano tre pinne da surf: un oggetto artigianale delicato trasformato nella parte della tavola che ti tiene sull’onda, per chi torna su questi spot stagione dopo stagione.


