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Tradizione · scienza

L’astrolabio: strumenti marocchini per leggere il cielo

L’astrolabio è uno strumento d’ottone che riproduce il cielo. Permette di leggere l’ora dal sole o dalle stelle, misurare l’altezza di una stella e calcolare quando sorgerà. Per secoli studiosi e artigiani marocchini li hanno costruiti e usati.

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GPS Said No — GPS SAID NO. WE WENT.
GPS SAID NO / MOROCCO

Come funziona

Una lastra incisa con una proiezione del cielo sta sotto un disco traforato, la rete, le cui punte indicano le stelle luminose. Traguardando il sole o una stella con un’alidada girevole sul retro e ruotando la rete, si leggono l’ora e altri valori. Un solo strumento sostituiva pagine di calcoli.

I misuratori del tempo nella moschea

In Marocco l’astronomia aveva un uso quotidiano: fissare gli orari della preghiera. Dall’epoca merinide molte moschee avevano un dar al-muwaqqit, la stanza del misuratore del tempo, che lavorava con astrolabi, meridiane e orologi ad acqua. Alla Qarawiyyin di Fès lo studioso Abd al-Rahman al-Jadiri fu misuratore del tempo all’inizio del Quattrocento.

Costruttori marocchini

In Marocco si costruivano astrolabi ancora nell’Ottocento, molto tempo dopo che erano caduti in disuso in Europa. Musei come l’History of Science Museum di Oxford conservano esemplari marocchini, tra cui un astrolabio d’ottone realizzato nel 1733-34 da Muhammad ibn Ahmad al-Battuti.

Dall’astrolabio al navigatore

Il disegno GPS Said No reinventa un astrolabio d’ottone come navigatore da viaggio: uno strumento storico per orientarsi con il cielo, per i giorni in cui il navigatore dice di no e ci vai lo stesso.

Fonti

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