Tradizione · musica
La musica gnawa: il guembri, i qraqeb e la lila
Il gnawa è una tradizione marocchina di musica, danza e rito le cui radici risalgono alle persone portate dall’Africa subsahariana attraverso la schiavitù e la tratta. Il suo suono – un liuto basso a tre corde e il tintinnio di nacchere di ferro – è tra i più riconoscibili del Nord Africa.
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Le radici
L’UNESCO, che nel 2019 ha iscritto il gnawa nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, lo descrive come un insieme di eventi musicali, esibizioni, pratiche di confraternita e rituali terapeutici in cui sacro e profano si mescolano. È cresciuto nelle comunità discendenti da persone ridotte in schiavitù, almeno dal Cinquecento, e lungo la strada ha assorbito la devozione sufi.
Gli strumenti
Il guembri, detto anche gimbri o sintir, è un liuto a manico lungo con una cassa di legno coperta di pelle e tre corde di budello. Lo suona il maâlem, il maestro, che guida il gruppo e canta.
Intorno a lui i musicisti suonano i qraqeb, grandi coppie di nacchere di ferro tenute in ciascuna mano, e rispondono ai suoi richiami. Il ritmo regolare e ipnotico serve a portare chi ascolta per ore.
La lila
La cerimonia centrale è la lila, un’intera notte di musica, incenso, colori e danza in cui alcuni partecipanti possono entrare in trance. Segue una successione di spiriti e santi, ciascuno con i propri canti e colori. Le lila si tengono nelle case e nelle sedi delle confraternite, per guarire, benedire o festeggiare.
Dal rito al festival
I musicisti gnawa suonano da tempo anche in pubblico, in piazze come Jemaa el-Fna a Marrakech. Dal 1998 il Festival Gnaoua e Musiche del Mondo di Essaouira porta i maestri sul palco con musicisti jazz, blues e di altri generi, e il gnawa è diventato un punto d’incontro per musicisti di tutto il mondo.
Dai qraqeb alle chele di granchio
Il disegno Clap Back trasforma un paio di qraqeb gnawa nelle chele di un granchio: le percussioni metalliche della cerimonia reinventate come un personaggio della costa.


